"...a determinare il valore che un libro può avere per me, non ha alcun rilievo che sia famoso o di moda. I libri non ci sono perché per un certo tempo tutti li leggano e li dimentichino come una notizia di sport o di cronaca nera: i libri vogliono essere goduti e amati con calma e serenità..."

Hermann Hesse

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Appello ai naviganti!
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Questo angolo di bosco del web, è aperto alla collaborazione Seria e Costante con disegnatori, registi e quanti vogliono usare le mie storie come soggetti per la loro creatività. L'unione fa la forza, al momento non prometto denari - non ci sono neanche per il sottoscritto - ma tanta gloria!

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mercoledì 17 novembre 2010

Arrivano i verdi!

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Non sono gli ambientalisti e nemmeno i marziani, bensì è il Conte Verde e il suo corteo a cavallo che hanno sfilato per il centro di Volpiano lo scorso 7 novembre durante la tradizionale fiera autunnale, appuntamento tra i principali e più attesi della comunità.
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La rievocazione storica è stata una seguita e apprezzata novità di questa edizione che da appassionato non mi sono perso e durante la quale ho scattato un po' di foto ricordo. Al termine della sfilata ho assistito all'interessante conferenza promossa dall'associazione "Tavola di Smeraldo" sull'importante figura storica di Amedeo VI (1334-1383) Conte di Savoia, il Conte Verde appunto, durante le guerre del Canavese. Un ringraziamento come spettatore va ai due gruppi storici che hanno reso concretamente possibile l'evento: "I Cavalieri del Conte Verde" e i "Signori Alati" di Leinì (TO).
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Ma nell'attesa di veder passare tra le bancherelle il corteo, molti si sono radunati intorno ai falconieri con i loro bellissimi e affascinanti rapaci, animali che non capita certo tutti i giorni di poter ammirare a pochi centimetri e per i più curiosi accarezzare, infatti i "Signori Alati" nonostante la numerosa presenza intorno a loro erano tranquilli sulle braccia dei loro addestratori come vedete dalle foto del Vostro reporter sul campo, che ve ne pare?
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lunedì 8 novembre 2010

"Island of the living dead" - (film)

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Quegli zombi "alla mugnaia"...
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Un manipolo di cercatori di tesori marini in seguito a una violenta tempesta che danneggia la barca si risveglia di fronte a una lussureggiante isola, che però non è segnata sulle carte nautiche, hanno la malaugurata idea di esplorarla, scopriranno che nel XVII secolo fu abbandonata dai conquistadores spagnoli in tutta fretta, a causa di una strana epidemia che riportava in vita i morti.
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Diretto da Vincent Dawn, alias il nostro Bruno Mattei, che firma la sceneggiatura con Antonio Tentori (scrittore e critico di cinema) e Gianni Paolucci (anche produttore con La Perla Nera Films) fa parte dell'ultimo trittico di film girati nel 2006 nelle Filippine con maestranze e comparse del luogo direttamente per il mercato home-video, in Italia ancora inedito, tant'è che la mia copia è cecoslovacca, targata Ritka Video che sembra specializzata nel distribuire film italici di genere dei bei tempi, copertina cartonata ma alla modica cifra di 4,88 euro da rivenditore italiano... quando qui un qualsiasi dvd, anche datato, costa mediamente il triplo, meditate (soprattutto i signori distributori).
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La storia ricalca le situazioni tipiche degli zombi-movie, a cominciare dal titolo che ci riporta indietro di un trentennio quando il genere era all'apice del successo nel mondo e in Italia; palesi e numerosi i riferimenti al caposaldo "Zombi 2" di Lucio Fulci, con scene speculari, ma non manca neanche la citazione al vendicativo Tom Cruise armato di falce nell' "Intervista col vampiro" o a "Ghost ship" (2002) di Steve Beck, i nostri poi mescolano le carte aggiungendo vudù, una setta di zombi-vampiri (?), morti viventi che parlano, incantano e scompaiono... ingenui i momenti che fanno sorridere come quando trovano nella cripta della chiesa crollata una raccolta di libri maledetti per eccellenza tra cui niente meno che il "Necronomicon", il "De Vermis Misteris", oppure il bottone rosso dell'autodistruzione presente sulla barca!
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A Bruno Mattei si rimprovera(va, si è spento a Roma nel 2007) sempre di aver basato più di altri l'intera carriera di regista sull'altrui creatività copiando a mani basse (e basso budget), ma lo hanno già scritto in troppi, voglio invece rendere giustizia e riconoscere all'ultimo Sopravvissuto del cinema di genere italiano, quello della vecchia guardia, della gloriosa scuola dei Fulci, dei Joe D'Amato, che ha continuato a fare, contro tutti e tutto, quei film che noi fans vogliamo ma che nessuno vuole, leggi i produttori e il "sistema", produrre e distribuire in Italia, un uomo che a settantacinque anni malato di tumore andava a girare nelle Filippine con temperature da sauna finlandese, se questa non è tenacia e passione, ce ne fossero oggi... e sono sempre troppo pochi.


giovedì 28 ottobre 2010

Quale Halloween

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Festeggiare? Ce lo chiediamo quando in dirittura del 31 ottobre spuntano sugli scaffali dei supermercati le solite zucche di plastica cinese, i costumini di poliestere make-up incluso "un tanto al chilo" per vampiri e streghe a buon mercato, quando il tg non manca di chiudere con il servizio identico all'anno precedente (e a quello ancora prima) sul "dolcetto o scherzetto" chiesto al bimbo di turno spaurito nel costume di Casper, mentre qualche Befana (?) dagli occhi rossi gracchia sul dondolo di una bancarella da fiera... ma di cosa parliamo?


In realtà, fenomeno commerciale a parte, si tratta di un'antichissima festa pagana, europea prima che americana (siccome gli Usa sono composti da migranti europei, compresi tanti italiani, ne hanno assorbito e rivisitato le usanze che per uno strano gioco delle parti ora "esportano"!) di origine celtica chiamata "Samhain", letteralmente "fine dell'estate", quando la popolazione era strettamente legata al ciclo delle stagioni e della terra, per via della transumanza del bestiame che si preparava all'inverno mettendolo al riparo nelle stalle, era anche il periodo del riposo dopo il raccolto.

In quei giorni si credeva possibile un ritorno dei morti in quanto il velo che li separava dal mondo dei vivi si assottigliava; credenze simili erano in uso anche presso gli antichi Romani, che avevano segnati su un particolare calendario giorni indicati per il "passaggio" tra i due mondi.

Ecco che allora si usava apparecchiare la tavola per una persona in più, accendere un lume alla finestra o davanti all'uscio affinché fosse indicata la strada per il ritorno del defunto. Credenze simili sono riscontrabili in diverse regioni d'Italia, dal nord al sud, soprattutto nei centri più piccoli e sperduti dove sopravvivono le tradizioni più curiose: con questo spirito potete anche accingervi a intagliare la famosa "Jack o' lantern", la zucca svuotata dove porre la fiammella, e se nel mentre suonano alla porta ma non aspettate nessuno, allora...
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Le foto che vedete le ho scattate un paio di weekend fa, durante "La via dei sapori", manifestazione gastronomica tenutasi per il centro di Volpiano, questo allestimento ha colpito non pochi visitatori e mi sembra il modo migliore per accogliere la stagione autunnale e i suoi stupendi colori caldi.
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sabato 16 ottobre 2010

Lo Zodiaco che verrà

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Desidero fare un aggiornamento su quella che è l'unica fiction (brrr, che brutta parola!) che attendo di vedere in televisone da mesi, da quando cioé ho saputo che ci sarebbe stata una seconda parte ho cercato informazioni nella rete trovandole col contagocce (tra l'altro, sono terminate le repliche della prima serie su Rai Premium in questi giorni ed è il secondo passaggio nel giro di pochi mesi, sarà un caso?).
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Intanto il titolo, anzi il sottotitolo, cambia: si è passati da "Zodiaco - Le origini del male" a un più mite "Zodiaco 2 - Il libro perduto" di cui vedete la locandina ufficiale dal sito della casa di produzione Casanova Multimedia.
Di buon auspicio per la suspense è la menzione speciale come miglior sceneggiatura a Mimmo Rafele e Silvia Napolitano (gli sceneggiatori delle quattro puntate che vedremo) assegnata lo scorso luglio durante il "Roma Fiction Fest", rassegna delle anteprime nazionali e non della stagione, con la motivazione: "per la coraggiosa scelta di aver affrontato un genere inusuale che apre nuove prospettive alla narrazione televisiva italiana".

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"Inusuale" senz'altro per la televisione odierna che preferisce storie melense, santi, sbirri e canzonette quando non programmi sotto il livello della decenza, ma il futuro è spesso nel passato e allora basta tornare indietro di qualche decennio per trovare un canale nazionale, o due, che trasmetteva titoli come Il segno del comando, Ritratto di donna velata, Gamma, A come Andromeda, Dov'è Anna?, Il fauno di marmo, Il filo e il labirinto, solo per citare quelli strafamosi ma la lista è lunghissima; finché il mistero e il soprannaturale, generi nobili di padri e popolari per il vasto pubblico che abbracciano, sono spariti dalla televisione (per essere poi importati dagli Usa!?).
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Proprio lo sceneggiatore Mimmo Rafele afferma: "Zodiaco poteva andare in onda semplicemente adattato (è tratto infatti da una serie omonima della tv francese, nda). La nostra sfida, invece, è stata quella di conferirgli un ritmo tipicamente italiano e quella di lavorare a fondo sui personaggi. Ne viene fuori un prodotto che appartiene a tutti i generi ma non fino in fondo, è insieme detective story, horror movie e thriller. E il nostro lavoro di equilibrare tutti gli spunti per adattarli al pubblico ci ha entusiasmato molto."
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Sergio Assisi (nella foto in una scena con la Liskova) nuova entrata nel precedente cast confermato, dichiara:
“L’interessamento per questa seconda parte della serie che ha piacevolmente colpito il pubblico la scorsa stagione è qualcosa di più unico che raro nella produzione televisiva odierna, l’unico sceneggiato italiano incentrato sul mistero e sul soprannaturale che riscuote un successo davvero importante”.
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La storia riparte da un esclusivo collegio dove viene mandato a studiare il piccolo Riccardo Santandrea - ricordate il bambino scampato al peggio nell'ultima puntata? - qui secoli prima ha insegnato proprio Nostradamus... non resta che aspettare l'inverno per togliere le castagne dal fuoco.
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(Le dichirazioni di Rafele e Assisi sono tratte dall'articolo di Giuseppe Sciascia, su www.periodicoitaliano.it )
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lunedì 4 ottobre 2010

Alla corte di 'Vulpian

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"Tra cavalieri stanchi e novelli Robin Hood, accolto da leggiadre danze giungo alla tenda gialla al campo d'armi, sotto gli occhi di bellissimi e fieri signori alati..."
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Così racconterebbe un immaginario viaggiatore dell'Anno Mille - o duemiladieci - capitato nell'insolita e affascinante atmosfera di festa che si respirava nel centro di Volpiano lo scorso 5 settembre durante la rievocazione medievale - il "De Bello Canepiciano 1339" - di cui vedete l'annunciata seconda parte di scatti di quella giornata... sguainate la spada e in guardia!!


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...piaciute?
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sabato 2 ottobre 2010

Se non li fa nessuno...

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li faccio io gli auguri per i due anni e un mese esatti dall'apertura di questo angolino!!

Per me è un "piccolo grande" traguardo temporale per la realtà del web dove nel giro di un anno nascono e muoiono migliaia di progetti simili, vado avanti con la soddisfazione e la costanza di scrivere originali articoli brevi ma succosi di quello che mi piace e spero piaccia anche a Voi.
Ringrazio quanti lo seguono dal primo giorno e sono parte di esso con i loro preziosi suggerimenti, chi si è aggiunto strada facendo, chi è capitato qui "per caso" ed è tornato a leggerlo, al passaparola, per tutti Voi è dedicato questo dolce pensiero, abbia inizio la festa ;-)
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PS. (molto presto un nuovo aggiornamento...)



martedì 21 settembre 2010

Pitta, pitta... anzi, Picta!!

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Pittare è un'espressione dialettale sinonimo di pitturare, ma non è certo a questa, bensì a "picture", che si sono ispirati gli organizzatori di "Picta! Comics" (di cui vedete la colorata locandina dell'evento che campeggiava per le vie del centro) prima fiera, anzi "sagra del fumetto", svoltasi il 12 settembre a Volpiano.
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E' stata una novità assoluta per il paese, e per me una bella sorpresa, dove ho assistito alla prima esibizione di cosplay della mia vita! Fino a poco tempo fa ne ignoravo persino l'esistenza - e Voi? Se non ne avete idea, date un'occhiata qui: http://www.pictacomics.it/ - erano presenti stand di librerie specializzate in fumetti ed uno dedicato a costumi e accessori per lo spettacolo, sponsor della manifestazione.

Su tutto dominavano i manga, di cui non sono appassionato ma che entusiasmano i giovanissimi a giudicare dal pubblico presente, non mancavano i Marvel e la scuola italiana, da Bonelli a Crepax, insomma un evento che mi auguro abbia un seguito.

Personalmente non leggo assiduamente una collana ma apprezzo i fumetti perché sono a metà strada tra cinema e narrativa, è un modo di raccontare pieno di fascino e cultura; talvolta sfoglio Dylan Dog, ricordo dell'adolescenza, oppure quelle vecchie serie del terrore anni Settanta reperibili con un po' di fortuna nell'usato perché ormai oggetto dei collezionisti.

Un'altra prova del mio interesse per le strisce animate sono... le ore piccole. Sì, perché mentre le scrivo sono pensate e immaginate nella mia testa come disegnate, sono espressioni, silenzi e volti spalancati per lo stupore e per la paura, quindi leggete questa nuova storia, chiudete gli occhi e...
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VENGONO DALLA LUNA

Finalmente c'era riuscito.
Dopo un pressante tira e molla la casa dei sogni era sua: un cascinale di mattoni rossi da ristrutturare immerso nella campagna tra querce e canali, proprio uno di questi segnava il confine della sua proprietà. Appena ricevute le chiavi dall'agenzia si era trasferito.
Amava quel luogo e il paese era appena a un chilometro.
Per prima cosa doveva occuparsi del tetto, le tegole erano rotte e le travi malferme. E quelle due finestre rotonde a croce come due occhi di vetro lo guardavano giallognoli imploranti di cure.
Il secondo giorno si era soffermato in soffitta per sgomberare il locale umido e la luna era entrata da quell'iride smerigliato creando un caleidoscopio di riflessi da incantarlo.
Il vecchio proprietario raccontava in paese di aver visto scendere da quegli oblò rane giganti dalla Luna che scomparivano nelle acque d'argento del torrente. Era uscito di senno dicevano, colpa della solitudine e del vino finché lo trovarono annegato nel canale.
Lui non credeva a quelle storie ma la scomparsa di Tonio gli aveva fatto comodo: era un vecchio testardo e non voleva andarsene, con la sua morte i nipoti avevano venduto subito.
Ammise tra sé che era stata una bella idea quella di aiutare chimicamente le fantasie del contadino superstizioso ma ora doveva mettersi al sicuro.
Caricò il fuoristrada con i tre fusti di latta indossando guanti e mascherina, seppur sbiadito il teschio con le tibie campeggiava tetro sul metallo corroso. Bere quell'acqua era stata la sua condanna.
Quella notte dormì beato. Si sentiva inattaccabile. Adesso era tutto sistemato.
All'alba quando uscì sull'aia per prendere una boccata d'aria, ancora in vestaglia, rimase sconvolto.
Forse erano dei randagi o dei grossi cinghiali, ma quale animale selvatico scava solchi sull'uscio a un metro e mezzo da terra?

FINE.