
Trama: alla vigilia di una serata di gala che lo vede protagonista, Sebastian Brody, agente dell'Fbi riceve la visita di un pericoloso evaso che ha fatto arrestare, nello scontro rimane uccisa la moglie. Distrutto, decide di cambiare vita, lascia il lavoro e si trasferisce in Sicilia dove aveva conosciuto il suo amore, affitta una villa in disuso dove intende cominciare a scrivere un romanzo di fantascienza. Durante un temporale mentre cerca di riattivare la luce trova una scatola con una macabra collezione di scalpi femminili. Si tratta infatti dei feticci di sei donne vittime di un serial-killer della zona soprannominato "l'acconciatore", mai catturato e da molti anni inattivo. Sul luogo si presenta la giovane ispettrice di polizia Isabella Leoni che prende in consegna la scatola e proprio questo ritrovamento sembra riportare indietro il tempo perché l'acconciatore torna a rapire e uccidere giovani donne dai lunghi capelli scuri... Sebastian è diviso tra restare in disparte e l'invito a collaborare alle indagini proposto dalla Leoni che ha scoperto il suo passato da "profiler" nell'Fbi, ma anche lei nasconde un motivo personale per dare la caccia al killer..
Una delle ambizioni di questa serie era realizzare film dal taglio più cinematografico rispetto al solito standard delle fiction generaliste e bisogna dire che l'obiettivo è tutto sommato centrato. Merito di professionisti come Margheriti junior che sa il fatto suo nella regia e viene dalla lunga e fruttuosa scuola del cinema nostrano di genere che fu, ma non è neanche nuovo alle produzioni televisive (La donna velata, Negli occhi dell'assassino e Sotto protezione della stessa serie gialla) e osa senza eccedere.
.
Stavolta la storia è più nera del solito: l'assassino rapisce e tortura le vittime nel suo scantinato buio e umido munito di ogni "attrezzo da lavoro" ben esposto, legate al tavolo le marchia con la fiamma ossidrica... insomma come avviene nelle recenti pellicole alla "Hostel" per intenderci, ovviamente qui ci si ferma prima del dunque e non temete non manca il romanticismo e l'happy end: siamo pur sempre in una produzione televisiva.
Oltre al protagonista internazionale - Demetri Goritsas - sono presenti due nomi italiani che dovrebbero far presa sul pubblico più giovane, Nicolas Vaporidis idolo delle teenager e Giorgia Surina, da popolare volto di Mtv e Zelig Off al cinema e alle serie tv come R.I.S., che nei ruoli assegnati se la cavano..

Un film molto più duro e violento rispetto a quelli da me precedentemente realizzati, ma che ho diretto senza perdere di vista le relazioni umane, i rapporti sentimentali e quelli di amicizia tra i personaggi; un modo di raccontare a cui sono particolarmente legato. Ho cercato di alleggerire la violenza dell’argomento inserendo nel film alcuni momenti divertenti, con toni quasi da commedia che fanno da contrappunto ai rapimenti, alle torture e agli omicidi. Un esperimento che credo abbia funzionato alla perfezione, ottenendo così un prodotto intrigante e godibile per tutti.» *

7 commenti:
Ehilà, non sapevo che in TV dessero ancora queste serie quasi interessanti...d'altro canto la TV l'accendo solo per vedere dei DVD o giocare. Buono a sapersi.
Ciao Fabiano,
si ogni tanto in tv passano ancora qualcosa di guardabile, questi 6 film, che trasmettono il mercoledì, dovrebbero far drizzare le antenne a chi ama un certo cinema, se non altro per i (cog)nomi dei registi: Lamberto Bava, Edoardo Margheriti...
ciao,
Il mio rapporto con la TV ormai è pari a zero da 7 anni a questa parte. Un bel giorno ho troncato e sono riuscito più che volentieri a non guardarla più se non per i vari telegiornali ma anche li avendo internet, preferisco leggere la cronaca direttamente nei vari portali che sorbirmi i nostri TG.
Ciao Fabiano,
molti fanno come te, avendo l'adsl, non io... la tv la guardo esclusivamente per tg e soprattutto film sui canali digitali privi o quasi di spot.
ciao,
Ok, come promesso, torno a parlare di questo secondo film che ho visto stasera fra la cena e il dopocena.
Prima impressione generale è che a differenza di Presagi, qui ci sia stato più coinvolgimento da parte degli attori e del regista. Ho notato un taglio diverso e più mirato nel voler lasciare sempre il "mistero" in chi guarda e tenere viva l'attenzione con l'indovinello di chi potrebbe essere l'assassino. Anche la recitazione generale non mi ha fatto impazzire ma sempre meglio di Presagi, qui più varia e movimentata. Idem per la storia, più avvincente e ben raccontata.
Penso che Margheriti sia stato più bravo a condensare la trama di quanto non abbia fatto Bava. Mio parere è questo: mentre il secondo ha voluto fare tanto, realizzando un film passabile, Margheriti ha giocato saldamente con pochi elementi di modo da farli risaltare meglio.
Ciao Fabiano,
ho idea che le tue analisi siano più "critiche" delle mie!;-)
Tra i due film anch'io scelgo quello di Margheriti, se proprio devo, sarà che il tema del serial-killer funziona quasi sempre, che l'idea degli scalpi è quasi originale... boh.
ciao,
Posta un commento